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L’Educazione finanziaria dei tuoi figli: il risultato è la consapevolezza

Matteo Spairani, consulente finanziario

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Come consulente finanziario, vedo spesso genitori impegnarsi al massimo per accumulare un patrimonio da lasciare poi in gestione ai propri figli. Spesso però si sottovaluta che lo stesso impegno andrebbe orientato ad insegnare anche la capacità di gestirlo.

In un mondo dove il denaro è diventato digitale, invisibile e “facile” grazie ai pagamenti istantanei, insegnare il valore del risparmio e dell’investimento alle nuove generazioni è diventata una sfida cruciale. Il 2026 ci mette di fronte a mercati complessi e ad una velocità tecnologica senza precedenti. Dotare i nostri figli di una “bussola finanziaria” con punti cardinali ben precisi, è il miglior investimento che possiamo fare per loro.

Il denaro invisibile: la prima sfida educativa

Un tempo i bambini vedevano i genitori scambiare banconote fisiche. Oggi vedono uno smartphone o uno smartwatch avvicinato a un POS. Dove sta il rischio? Che il denaro venga percepito come una risorsa astratta, intangibile e illimitata.

L’educazione finanziaria deve partire dal rendere concreto l’astratto. Ecco qualche piccolo suggerimento:

  • Per i più piccoli (5-10 anni): Il classico salvadanaio trasparente rimane uno strumento imbattibile. Vedere le monete crescere fisicamente aiuta a comprendere il concetto di accumulo.
  • Per i pre-adolescenti (10-14 anni): È il momento di introdurre le prime carte prepagate per minorenni, supervisionate dai genitori. Insegnare loro a controllare il saldo sull’app trasforma il “gioco” in responsabilità.

La regola dei tre barattoli: divertimento, risparmio, dono

Barattolo risparmi

Un metodo intramontabile per insegnare la gestione del budget è la suddivisione delle paghette in tre destinazioni diverse:

  1. Barattolo del Divertimento (o delle Spese): per le necessità immediate (il libro, il gioco, l’uscita con i compagni o gli amici).
  2. Barattolo del Risparmio: Per spese ed obiettivi a medio termine considerati già “importanti” (la bicicletta nuova, il nuovo smartphone).
  3. Barattolo del Dono: Per insegnare il valore sociale del denaro.

Questa semplice struttura insegna a piccoli passi la gratificazione differita: ossia la capacità di saper rinunciare a un piccolo piacere oggi per un obiettivo più grande domani. È questa la base psicologica di ogni successo finanziario.

Costruire il primo “Portafoglio”: da accantonare ad investire

Passare dal risparmio (accantonare, mettere da parte) ad investire (far crescere) è il salto. Come consulente finanziario, consiglio spesso ai genitori di aprire un portafoglio dedicato ai figli fin dai primi anni di vita, anche con piccole cifre, perché il vero alleato è il Tempo…

Potere del tempo

Il Potere del Tempo

Supponiamo di investire 150 euro al mese (1.800 euro annuali) dalla nascita di un bambino in un portafoglio azionario globale (attraverso un PAC mensile). Assumendo un rendimento medio annuo prudenziale del 6%, al compimento dei 18 anni il ragazzo si troverebbe con un capitale di circa 60.000 euro. Di questi, quasi 28.000 euro sarebbero frutto esclusivamente della capitalizzazione composta, non dei versamenti del genitore.

Quali strumenti scegliere

Esistono diverse soluzioni tecniche per costruire questa riserva, ognuna con i suoi vantaggi:

  • PAC in ETF o fondi/Sicav: è la soluzione più efficiente e flessibile. Permette una diversificazione globale immediata. Ideale per orizzonti temporali superiori ai 10 anni.
  • Fondo pensione aperto: non è mai troppo presto per la previdenza. Iscrivere un figlio come “soggetto a carico” permette al genitore di dedurre i versamenti (fino al limite di 5.300€) e al figlio di maturare anni di anzianità contributiva, arrivando a godere dell’aliquota fiscale al 9% molto prima degli altri.
  • Polizze vita (di ramo I o III a seconda del profilo): utili se si desidera una designazione beneficiaria specifica o una protezione del capitale in caso di eventi gravi che colpiscano il genitore.

Un errore da evitare e un esempio da coltivare: eccesso di protezione e coinvolgimento

Uno dei compiti più difficili per un genitore è permettere ai figli di commettere piccoli errori finanziari. Se tuo figlio spende tutta la sua paghetta il primo giorno del mese e poi non può uscire con gli amici, non rimpinguare il budget. Quella piccola “frustrazione” è una lezione preziosa e a basso costo. È molto meglio che impari a gestire il fallimento con 20 euro a 12 anni, piuttosto che con 20.000 euro a 30 anni.

Consapevolezza finanziaria

I figli non ascoltano quello che diciamo, guardano quello che facciamo. Se noi genitori viviamo in un costante stato di ansia per i soldi, o se il denaro è un tabù di cui non si parla mai a tavola, loro assorbiranno queste insicurezze. Parlare apertamente di come si pianifica un viaggio, di come si confrontano le spese o di perché si è scelto di investire invece di consumare, crea una cultura della consapevolezza finanziaria.

Conclusioni: un futuro di scelte, non di vincoli

L’obiettivo dell’educazione finanziaria non è trasformare ogni bambino in un guru della finanza (figura mitologica che consiglio comunque di evitare se la si incontra sul proprio cammino). L’obiettivo è la libertà. Un giovane che entra nell’età adulta con un piccolo capitale accumulato dai genitori e, soprattutto, con la testa per gestirlo, è un giovane che può scegliere: può scegliere l’università giusta, può scegliere di avviare un’attività, può scegliere di non accettare un lavoro sottopagato solo per necessità. Insegnare la responsabilità del denaro significa regalare ai propri figli la possibilità di poter rispondere un SÌ oppure un NO, basandosi sui valori che gli sono stati trasmessi.

Vuoi iniziare a costruire il futuro finanziario di tuo figlio ma non sai da dove partire? Contattami per una consulenza personalizzata.

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