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Cosa si intende per pianificazione finanziaria personale

Matteo Spairani, consulente finanziario

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La pianificazione finanziaria personale (P.F.P.) è uno dei migliori e più efficaci metodi per programmare e gestire le spese, ridurre i consumi, definire il proprio tasso di risparmio e valutare gli investimenti più appropriati per soddisfare le proprie esigenze di medio e lungo termine.

Consapevolmente o inconsapevolmente ogni giorno prendiamo decisioni economiche: pianificare le spese presenti e future può aiutarci a tenere sotto controllo la situazione finanziaria e a fare chiarezza sulle nostre esigenze e priorità, così da allocare al meglio le  risorse disponibili per soddisfare necessità, bisogni e magari anche qualche desiderio.

Come già anticipato, un importantissimo approccio metodologico che ci permette di contestualizzare tutti questi aspetti, è quello della pianificazione finanziaria personale. Scopriamolo insieme.

Pianificazione finanziaria personale: cos’è e perché è utile

Non si tratta “soltanto” di gestione degli investimenti e delle ricchezze personali: la pianificazione finanziaria personale regola, categorizza ed ordina, i nostri flussi di entrata e le relative spese, diversificandole e dando loro un differente livello di importanza, così da permetterci di gestire correttamente l’ordinario, ma anche le spese impreviste.

Gestire e incrementare la propria ricchezza personale

Una buona p.f.p. ha alla base un’analisi ben precisa e dettagliata della situazione finanziaria familiare. È infatti essenziale costruire il proprio budget personale e familiare, partendo dalla quantificazione delle entrate e delle uscite. Questo approccio richiede metodo e un po’ di sforzo iniziale per mappare i flussi. Serve pertanto ordine e rendicontazione, per arrivare nell’arco di alcune settimane a ricostruire le proprie “abitudini” di consumatore ed iniziare ad impostare la propria p.f.p.

Uno degli obiettivi principali è, infatti, verificare la sostenibilità delle spese, al fine di trovare un proprio equilibrio finanziario, che permetta di alzare il tiro e iniziare a costruire la propria pianificazione, che incrocia non solo lo stile di vita, ma obiettivi correttamente tempificati, progetti più o meno strutturati, coerenti con il ciclo di vita della persona. 

La P.F.P. poggia su 4 pilastri

1. Pianificazione assicurativa

Come prima cosa è bene pensare a come coprirci dagli imprevisti e dai possibili infortuni. Non possiamo pensare con le nostre finanze personali di essere in grado di reggere all’urto degli eventi avversi che potrebbero capitarci. Se ragionassimo in tal senso dovremmo cercare di accumulare il più possibile liquidità sul conto, sperando che possa bastare, ma questo sarebbe un gravissimo errore per 3 semplici motivi:

  • Sovrastimeremmo la nostra capacità di far fronte agli eventi avversi. Non possiamo reggere con le nostre finanze personali i danni derivanti da situazioni particolarmente negative.
  • Bloccando tutta la nostra disponibilità sul conto, di fatto ci togliamo qualsiasi possibilità di pianificazione per obiettivi, il che vorrebbe dire restare al punto di partenza dei nostri progetti.
  • Finanziariamente, lo sappiamo benissimo, tenere il nostro patrimonio totalmente liquido, comporta subire un deterioramento dello stesso, di questi tempi particolarmente rilevante. Vedasi Inflazione.

Siccome l’Individuo, la persona, non è una compagnia assicurativa, è assolutamente strategico trasferire quei rischi che non possiamo gestire da soli, utilizzando appunto delle coperture adeguate. 

Le polizze assicurative ci aiutano: 

  • a coprire eventuali danni contro terzi (come quelle di responsabilità civile)
  • a tutelare la nostra salute
  • ad assicurare le cose – mobili e immobili – in nostro possesso da furti, incendi, ecc.

Si parla di contratti assicurativi che possano garantirci un reddito se si dovesse perdere il lavoro a causa di una malattia o di un incidente, di polizze che estinguano i nostri debiti in caso venissimo a mancare o perdessimo la capacità lavorativa, o di polizze che lascino un capitale sicuro agli eredi in caso di morte prematura. Dobbiamo imparare a gestire i rischi, ove possibile, trasferendoli. In questo modo avremo la lucidità per impostare i nostri progetti.

2. Pianificazione degli investimenti

Come detto in molte altre occasioni, la diversificazione è la strategia migliore per i propri investimenti. Tramite il processo di asset allocation si decide, insieme al proprio consulente finanziario, una strutturazione di portafoglio robusta, che permetta di avere il corretto budget di volatilità rispetto al proprio profilo personale.

Non sto ora a dilungarmi su questo aspetto, che richiede come gli altri pilastri un grande livello di personalizzazione ed un costante monitoraggio nel tempo.

3. Pianificazione pensionistica

Dato il costante aumento della vita media ed un patto generazionale che è venuto a mancare (la nuova generazione attraverso i contributi versati doveva mantenere la generazione che usciva dal mondo del lavoro, ma questa concezione è ormai stata soverchiata da varie storture), il sistema pensionistico, oggi strutturato sul modello retributivo,  non riuscirà a garantire a tutti un reddito in linea con quello al momento dell’uscita dall’attività lavorativa. Sarà quindi necessario accantonare, in modo costante, una somma dei propri risparmi periodici in una forma previdenziale – come un fondo pensione o un piano di accumulo – che possa garantire un’aggiunta di capitale utile a mitigare e ridurre (o nella migliore delle ipotesi a colmare) il gap previdenziale. 

4. Pianificazione successoria

Questo tipo di pianificazione potrà essere gestita con molteplici strumenti legali – come il testamento, la donazione, la società semplice, il patto di famiglia, il trust e molti altri – o attraverso particolari polizze sulla vita, che garantiscono il trasferimento di una somma, precedentemente versata dal contraente, al beneficiario designato.

Non si tratta di un tema che va lasciato a quando si avranno i capelli bianchi. Perché le vicende della vita, soprattutto quelle gioiose, che ci accompagnano nel tempo (matrimoni, figli, affetti, una grande opportunità lavorativa, un progetto che finalmente è decollato, una casa nuova, ecc.), meritano tutta l’attenzione necessaria affinchè siano tutelate al meglio davanti a qualsiasi imprevisto.

Da Risparmiatore poco attento a Pianificatore del proprio futuro

Pianificare non è semplice: è un’attività alla quale occorre dedicare tempo ed attenzione. Al fine di valutare al meglio i molteplici aspetti che ruotano attorno a questo processo, è utile confrontarsi con dei professionisti, come il proprio consulente finanziario, l’assicuratore di fiducia, il commercialista di riferimento. Non deve essere un approccio “esclusivo”, ma semmai inclusivo. Mettere a fattor comune competenze trasversali di professionisti differenti che lavorano in sinergia, accende un potenziale che permette al risparmiatore di programmare e pianificare con serenità i propri obiettivi, attraverso il supporto dei suoi professionisti di fiducia.

Il consulente finanziario come pianificatore finanziario

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