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Consulenza finanziaria e gestione dei risparmi nell’era tecnologica

Matteo Spairani, consulente finanziario

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Per quanto riguarda il panorama italiano la figura del consulente finanziario per la gestione dei propri risparmi resta centrale nel processo decisionale del risparmiatore, anche attraverso la rivoluzione digitale in atto.

Prima di parlare di gestione dei risparmi facciamo una breve panoramica sul rapporto odierno tra consulente e cliente e come questo sia mutato con l’esplosione dirompente dei temi finanziari sul web.

Attraverso le nuove tecnologie si evolve la capacità degli intermediari di fornire risposte ai Clienti in merito alle strategie più adatte per raggiungere i propri obiettivi finanziari.

Il ruolo centrale del consulente finanziario nella gestione dei risparmi

La situazione attuale ci pone nella nostra quotidianità in un contesto dominato dalle complessità: la necessità di interpretare molteplici fattori interconnessi tra loro, rafforza l’esigenza di essere affiancati nelle proprie scelte di risparmio e investimento, da chi ha maturato competenze ben precise e specifiche nel settore finanziario.

Gestire i propri risparmi

Nonostante le generazioni più giovani ricerchino informazioni sui social media del momento, c’è sempre una certa riluttanza nell’affidarsi pienamente a ciò che si trova sul web. Avere infinite informazioni, a cui si può accedere autonomamente, è una grande conquista e rappresenta un valore assoluto, ma può nascondere qualche insidia: il problema di oggi non è reperire informazioni, ma avere le competenze e gli strumenti per filtrare la loro attendibilità e attinenza rispetto ai nostri obiettivi. Un aiuto professionale in termini di capacità di selezionare e sintetizzare gli elementi utili, può fare la differenza. 

I risparmiatori sono consapevoli che una gestione efficiente dei risparmi non si possa improvvisare. Come già accennato, negli ultimi anni si è inserito un terzo elemento di “distruzione creativa” nel rapporto tra cliente e consulente finanziario: la tecnologia.

La componente tecnologica ha cambiato radicalmente il modo di lavorare dei consulenti e ha dato accesso a nuove fonti informative ai risparmiatori.

Cliente, tecnologia e consulente: come cambia il rapporto

Introdurre un elemento di tale portata rappresenta un cambiamento, su questo non c’è dubbio. La componente tecnologica, se usata sapientemente, può essere un mezzo ottimale per entrambe le parti.

Per i risparmiatori consultare fonti autorevoli riguardanti temi di finanza, dà sicuramente la possibilità di informarsi dei fatti in tempo reale e delle opportunità esistenti in quel momento.

Il rovescio della medaglia è che l’eccesso di informazioni a disposizione, a volte discordanti, e la tecnicità usata può creare una certa confusione e sotto un certo punto di vista, mettere in crisi il percorso decisionale del risparmiatore che si trova a dover gestire troppi elementi. Ecco perché è sempre consigliabile, prima di prendere delle determinate scelte, confrontarsi e approfondire l’argomento con il proprio consulente finanziario.

Piattaforme di comunicazione

Per il consulente, come ci ha dimostrato il periodo della pandemia, la tecnologia può essere un ottimo strumento di comunicazione per interfacciarsi con i clienti senza doversi per forza incontrare fisicamente, ma non solo. Altri vantaggi sono:

  • più facilità di reperire e filtrare le informazioni necessarie
  • avere sempre sotto controllo le posizioni dei clienti
  • tempestività nel rapporto
  • possibilità di efficientare il processo di costruzione e di analisi

Dunque la tecnologia può essere un’opportunità per i consulenti finanziari e, se ben utilizzata, diventa un alleato che aiuta a rafforzare ulteriormente il rapporto di fiducia con i risparmiatori.

Un suggerimento per allocare il proprio risparmio mensile: la regola del 50/30/20

Tra le tante analisi che possono essere approntate, una piccola regola che spesso si dimostra una buona soluzione per iniziare a capire il proprio tasso di risparmio, sarebbe quella di suddividere le entrate mensili a disposizione (il proprio reddito) in percentuali

Ad esempio, tra le tante, è possibile applicare la regola del 50/30/20.

Questa regola molto semplice permette di ripartire le proprie entrate in modo semplice. Il principio fondamentale si basa su suddividere le entrate in 3 categorie:

  • 50% per le necessità (affitto, bollette, spesa, …)
  • 30% per lo svago (uscite, hobby, sport, …)
  • 20% per gli obiettivi di risparmio

Quindi, se supponiamo di disporre di un reddito mensile di 2.000 euro, questo sarà così ripartito:

  • 1.000 euro per le necessità
  • 600 euro per lo svago
  • 400 euro per gli obiettivi di risparmio
Suddivisone entrate uscite

Questo semplice consiglio serve a far scattare la molla per iniziare ad analizzare le proprie abitudini di spesa e quindi di risparmio, così da definire puntualmente la propria personale situazione.

Per far sì che questa metodologia analitica funzioni e dia i risultati sperati (ridurre sprechi, ottimizzare il risparmio), occorre annotare ogni singola entrata e uscita, così da comprendere l’intero processo di movimenti. Questo consentirà di avere una situazione puntuale per iniziare a costruire e diversificare il proprio portfolio.

Dunque, i 3 step per una buona gestione del risparmio sono:

  • Calcolare le entrate del mese corrente

Il primo passo è sicuramente avere la certezza di quali siano le entrate mensili per capire il capitale a disposizione da cui partire.

  • Calcolare le spese sostenute nel trimestre precedente

Come ogni calcolo ben riuscito avere a disposizione uno storico è necessario per comprendere le effettive entrate e uscite. 

  • Adattare le spese alla regola del 50/30/20

Una volta compreso come gestire al meglio l’80% (probabilmente ci accorgeremo che possiamo aumentare la quota di risparmio) è possibile concentrarsi su come possiamo allocare il 20% rimanente. Se le nostre aspettative future sono incanalate in un percorso professionale stabile o addirittura in crescita, possiamo pensare a costruire il nostro patrimonio attraverso degli investimenti finanziari, prendendo anche in considerazione un fondo pensione o piano di accumulo.

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