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Una storia semplice

Matteo Spairani, consulente finanziario

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Il caso della Sig.ra Fiorenza: semplicità, pragmatismo e idee chiare per il suo passaggio generazionale.

Il breve romanzo di Leonardo Sciascia Una storia semplice (davvero molto piacevole) ruota attorno a un caso poliziesco in apparenza di facile soluzione, per l’appunto molto semplice, ma che in realtà nasconde una trama incredibilmente complessa, ingarbugliata, arricchita da vari personaggi.

Alla Sig.ra Fiorenza questo libro piace particolarmente, lo trova uno specchio del nostro Paese e di come a volte ci siano persone di buona volontà che vorrebbero portare un cambiamento, un miglioramento, ma restano schiacciate dal peso di istituzioni non altrettanto efficienti e virtuose.

La Sig.ra Fiorenza è una donna minuta, molto più vicina ai 90 anni, che agli 80, di grande lucidità.

La passione per la lettura l’ha accompagnata da sempre, lei che ha lavorato una vita, aiutando il marito come contabile/segretaria/assistente/tuttofare/vice-capo nell’aziendina che lui stesso ha fondato e gestito per quasi 40 anni, al confine tra l’Oltrepò Pavese e il Piacentino.

Il marito non c’è più da molto tempo e i 2 figli maschi avevano già preso altre strade professionali quando il padre è mancato, tant’è che l’azienda, non avendo continuità familiare, è stata ceduta a un amico “concorrente”, molto più amico, che concorrente.

Ora la Sig.ra Fiorenza si trova con un patrimonio importante, generatosi da una vita di lavoro con il marito e sensibilmente incrementato dalla quota a lei spettante dalla vendita dell’azienda.  

I 2 figli non sono nemmeno tanto lontani dal traguardo della pensione e Fiorenza ha la buona sorte, oltre che di una discreta salute, di godere di ben 5 nipoti, che stanno gettando le fondamenta del loro percorso affettivo e lavorativo, ognuno per la sua via.

Il passaggio generazionale

A Fiorenza torna spesso alla mente Sciascia e la capacità tutta italiana, da lui così ben raccontata, di riuscire a complicare anche ciò che in apparenza sembra semplice. 

Fiorenza ha in testa il suo passaggio generazionale e non ne fa solo una questione di tasse da pagare (il patrimonio che andrà in eredità, supera abbondantemente le franchigie previste), con quelle c’ha sempre fatto i conti.  

Il suo cruccio sta nel tema delle scelte e della responsabilità nel gestire quanto verrà trasferito, quando sarà il momento. 

Fiorenza poteva adottare varie strategie, semplici (donazioni, testamento) così come articolate (Trust, veicoli giuridici), avendo capienza patrimoniale da permettere una estrema personalizzazione delle scelte.

Ma Fiorenza è donna pragmatica, è l’architrave su cui poggia la colonna morale dell’intera famiglia e il tempo delle scelte e delle responsabilità sente che è arrivato.

Da diversi anni seguo la famiglia della Sig.ra, dapprima come consulente finanziario, per l’allocazione delle risorse disponibili ai fini d’investimento. 

Nel passare degli anni, il tema generazionale è venuto fuori: ne abbiamo parlato insieme, in diverse occasioni, un passo alla volta come fosse un tema a cui ci si avvicina per gradi, e intorno al tavolo ha sempre convocato anche i 2 figli, perché avessero ben chiare le sue intenzioni e soprattutto come sono maturate nel tempo.

Il mio lavoro da consulente patrimoniale è stato semplice, perché è stato un percorso condiviso tra il genitore e i figli: ho avuto il piacere di osservare un vero passaggio di testimonianze tra generazioni, intervenendo per gli aspetti tecnici e delimitando i confini di quanto si è discusso.

Ho avuto modo di ascoltare tanti aneddoti della sua vita e di imparare dalla sua storia: ho percepito distintamente la sua forza nel saper tenere insieme una famiglia con la calma, oltre gli eventi avversi. E quando si parla di passaggio generazionale e trasmissione di patrimonio, i “nodi vengono al pettine” e lì possono emergere ruggini, incomprensioni, malintesi. L’essere stata la quercia sotto cui tutti si sono riparati quando pioveva, hanno reso la Sig.ra Fiorenza il leader silenzioso della famiglia e le hanno dato la libertà di pensiero di poter scegliere in serenità come destinare il suo patrimonio, con uno sguardo al futuro attraverso gli occhi dei suoi nipoti.

Gli immobili, per quella che è la sua quota, già li ha ceduti con donazione ai 2 figli, tenendosi l’usufrutto per la sola casa in cui risiede. I figli sono a posto: hanno ereditato la loro quota quando il padre è mancato, hanno lavorato in questi anni e pensato a far crescere i loro ragazzi, senza troppo scialacquare. Come madre si ritiene soddisfatta, li ha educati bene e il frutto non è caduto lontano dall’albero.

L'aiuto del consulente finanziario e patrimoniale per il passaggio generazionale

Il suo guardiamo avanti non è solo un pensiero, ma uno stile di vita. Anche i nipoti hanno i loro progetti: Luca è andato da poco a convivere, la Chiara che è sempre stata la più brava a scuola, sta studiando all’estero e pensa di fermarsi là, Leonardo invece ha preso la strada del papà e fa medicina, il percorso è ancora lungo, ma si sta impegnando, Martino e Michele già lavorano da qualche anno e hanno radici ben piantate in questa striscia di Oltrepò. Insomma, tutti per la loro strada.

La responsabilità a cui pensa Fiorenza è questa: permettergli di alimentare i loro sogni, spostando verso i nipoti la gran parte dell’eredità, auspicando che sappiano gestire correttamente, senza troppi grilli in testa, questa piccola fortuna che riceveranno. Farà in modo di ricordarglielo.

E poi ci sono affetti che possono anche andare oltre i parenti più stretti, può esserci anche qualcuno che si è speso negli ultimi anni, senza secondi fini, solo per il piacere di dare una mano, com’è tradizione e cultura, radicata tra la gente di paese, dove ci si conosce tutti.

E la Sig.ra Fiorenza ha in testa una questione da regolare. Due signore di una certa età, anche loro non più giovanissime, ma che si sono premurate, fin da quando è rimasta vedova, che non avesse problemi con le faccende più semplici (la spesa, la farmacia, le ricette dal medico, …). I figli della Sig.ra ci sono sempre stati, ma loro lavorano fuori tutto il giorno, passando solo verso sera e la giornata è scandita anche di tanti piccoli gesti, una cortesia, una premura, una chiacchierata per far passare un po’ di tempo.

L'importanza di redigere un testamento

E allora, che fare? Come detto sopra, la Sig.ra Fiorenza potrebbe redigere un testamento: potrebbe scrivere tutto quello che ritiene opportuno evidenziare come sue ultime volontà, ringraziando anche chi si è adoperato per lei, e utilizzando la quota disponibile, per dare loro un piccolo riconoscimento economico. Con il legato testamentario, la Sig.ra Fiorenza potrebbe attribuire a una o più persone (anche estranee al suo asse ereditario), un bene o un diritto. Poi però ci pensa: “ma con tutte le imposte che ho pagato per la successione di mio marito, con il Legato come funziona?”. La Sig.ra si informa e siccome le sue amiche non sono sue eredi e soggetti estranei all’asse ereditario, l’imposta sarà pari al 8% del valore a loro trasferito.

Con grande semplicità e altrettanta efficacia, la Sig.ra Fiorenza sottoscrive una polizza vita a premio unico, in cui risulta contraente e assicurato, versando una notevole quota del suo patrimonio e designa in polizza come beneficiari alla sua morte, ben 9 persone! E sì, 9 persone… con quote di destinazione differenti, vengono indicati in polizza come beneficiari i 2 figli, i 5 nipoti e le 2 amiche.

Risultato:

  • Alla sua morte il patrimonio in polizza verrà liquidato dalla compagnia assicurativa ai beneficiari, che non dovranno sostenere imposte di successione.
  • Indicando i nipoti come beneficiari, la Sig.ra si è già portata avanti di una generazione, iniziando a traslare quote rilevanti del suo patrimonio che altrimenti avrebbero avuto il naturale passaggio, un domani, della Successione dei Figli di Fiorenza verso i Nipoti della stessa, secondo la regolamentazione del momento vigente (e non è detto che potrebbe essere favorevole come quella attuale).
  • Con questo salto generazionale Fiorenza supporterà i progetti dei nipoti che si stanno costruendo il loro percorso professionale e di nuovi nuclei familiari con i rispettivi affetti.
  • Le amiche riceveranno la somma che Fiorenza ha deciso di destinare loro, senza dover pagare nessun onere o imposta, con l’adeguata riservatezza tipica della polizza.

Tutto nello stile semplice e pragmatico della Sig.ra Fiorenza, che ripensando al finale del romanzo di Sciascia, anche lei vuole evitare di voltarsi indietro e ricadere in qualche guaio (contese tra gli eredi e burocrazia) e quindi decide di proseguire per la sua strada canticchiando, ovunque essa la porterà.

 

La consulenza patrimoniale è costruita con l’ascolto.

La Sig.ra ha le idee chiare e una situazione finanziaria semplice (in pratica solo patrimonio mobiliare, per quanto ingente) ha permesso di poterla accontentare nelle sue scelte.

Il vero valore è stato il percorso: il seme piantato che ha generato nel tempo la consapevolezza nella cliente di voler prendere determinate decisioni.

Non è solo questione di fare delle fette più o meno grandi di un patrimonio mettendoci sopra un nome, quale che sarà il destinatario. Alla cliente interessa che sia traslata anche la responsabilità morale di voler gestire con attenzione quel che arriverà, soprattutto verso i nipoti.

Il percorso patrimoniale è stato di arricchimento professionale e personale, perché intorno al tavolo si è concretizzato un vero passaggio di testimone, attraverso un’idea di educazione e di salvaguardia di valori, che sono il collante che unisce 3 generazioni della stessa famiglia.

Non è mai troppo presto per pensare al passaggio generazionale. Iniziamo a costruire una strategia personalizzata, ora. Insieme. Contattami per una prima consulenza patrimoniale gratuita.

La consulenza patrimoniale è ascolto attivo
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