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Un tutore in tempo di Covid

Matteo Spairani, consulente finanziario

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L’autismo è una malattia devastante, con ancora tanti, troppi, punti interrogativi.
È una notte cupa e quando ci si finisce dentro, è come se il mattino non arrivasse mai. Perché non si guarisce, non se ne esce. Ma molto si può fare per migliorare la qualità di vita di chi ne viene colpito.

Quando per gestire le fragilità, non bastano le buone intenzioni.

La storia di Valentina

Valentina ha una grave forma di autismo dall’età di 4 anni. Oggi ne ha quasi 60 ed è in una struttura specializzata, ricoverata H24, 7/7, da oltre 30 anni. Il papà è mancato, lei era poco più che adolescente.

Le è rimasta la mamma, molto anziana e suo tutore. Parenti prossimi non ce ne sono, se non dei lontani cugini e la situazione familiare non è certo di aiuto per tenere vivi i rapporti. In paese la famiglia è conosciuta e qualche amicizia molto vicina c’è e si dà da fare per le faccende spicce, la burocrazia e i rapporti con la struttura.

Il 2020 è un anno complicato per la salute di molte persone e la mamma di Valentina purtroppo se ne va.

Il vuoto che si apre è enorme. Valentina, che vive di equilibri fragilissimi, di poche persone riconosciute, di volti che sono imprescindibili, nemmeno capisce quel che è successo, ma rimane senza un riferimento legalmente riconosciuto

Era la paura intima della madre: che la vita facesse il suo dovere, seguendo il naturale scorrere. Dove è un figlio che saluta un genitore e non viceversa. E a Valentina adesso chi ci pensa?

La Legge sul Dopo di Noi

Nel giugno del 2016 entra in vigore la Legge 112, conosciuta come Legge sul Dopo di Noi.

La Legge sul Dopo di Noi è stata emanata per favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità grave, per il raggiungimento dei quali il Legislatore ha previsto importanti strumenti pubblici e privati, questi ultimi accompagnati da significativi sgravi fiscali.

Gli obiettivi della legge sono la protezione, la cura, l’assistenza, l’autonomia e l’indipendenza delle persone disabili. Viene anche previsto un apposito fondo, con dotazione pubblica, da cui si può attingere per i soggetti disabili rimasti privi di sostentamento. Un pacchetto, una architettura di atti che possono essere compiuti per favorire un progetto di vita Inclusivo per il disabile.

La mamma di Valentina ne aveva sentito parlare di questa Legge, ma lei era già anziana, non ci capiva molto, non sapeva a chi chiedere e forse nemmeno voleva disturbare. E allora non le restava che fare la cosa più naturale e semplice: prendere carta, penna e scrivere su quel foglio il suo Dopo di Me per la figlia.

Nomina del tutore per i soggetti più fragili, disabili e autistici con il testamento olografo

L’importanza del testamento olografo

La Sig.ra redige un testamento olografo, di poche righe, ma di grande spessore umano, in cui esprime la volontà o meglio l’augurio che la sua cara amica Adele, che in questi anni l’ha aiutata con la figlia, si faccia carico di seguirla, di andarla a trovare periodicamente, di provvedere alle piccole spese ordinarie. Al resto penserà la struttura dove Valentina è ricoverata da così tanti anni. In sostanza la Sig.ra, attraverso il suo testamento, propone che Adele diventi tutore legale della figlia.

Ma per quanto il testamento sia un atto di una forza enorme, questo non basta, perché Adele l’impegno verso la sua amica se lo prende volentieri, a Valentina è affezionata. Però prima di tutto occorre che il testamento venga pubblicato tramite un notaio. Problema risolvibile, basta trovarne uno disponibile in tempi ragionevoli e, spiegando la situazione, con un gesto di sensibilità l’appuntamento si fissa abbastanza velocemente.

Gli impedimenti in tempo di Covid

Il tempo tecnico di pubblicazione dello stesso, che Adele corre a ritirarne la copia, perché ha già il secondo ostacolo, più complesso: presentare istanza presso la Cancelleria del Tribunale competente. E sì, perché di Valentina, che è interdetta, dopo la morte della madre che ne era anche il tutore, adesso se ne occupa necessariamente il Giudice Tutelare, pertanto va presentata apposita domanda corredata dalla documentazione necessaria e il Giudice, analizzato il fascicolo, convocherà Adele in udienza, per valutarne l’idoneità e deliberare se dare seguito alle volontà testamentarie della madre di Valentina, oppure decidere di nominare un altro soggetto e, non essendoci parenti prossimi, potrebbe essere un Legale d’ufficio.

Tutto questo in tempo di Covid, quindi con uffici chiusi al pubblico, centralini congestionati, personale in smart working, incontri virtuali e tempistiche di per sé già non particolarmente rapide, che vanno ad allungarsi ulteriormente. Intanto il mondo continua a girare e Valentina che ha una condizione di salute precaria, deve sostenere delle visite mediche, ma non c’è una figura che sia legalmente autorizzata a firmare i consensi.

Sono anche disponibili dei vaccini (particolarmente importanti in questo periodo storico), trattandosi di soggetto fragile, ma il modulo della regione nessuno ha potere di firmarlo e i medici lo richiedono per poter procedere alla somministrazione.

Poi qualche altro aspetto burocratico ci sarebbe: la successione della madre da portare avanti che permetterebbe anche lo sblocco del c/c in banca per le spese di mantenimento della ragazza sotto autorizzazione del Giudice Tutelare, le pratiche presso l’INPS per la pensione di reversibilità della Sig.ra e anche la pensioncina di Valentina, che incassava la madre come tutore e che ora sono sospese dall’Ente. La struttura di ricovero, che chiede (comprendendo comunque il momento) il pagamento della retta: ma tutto è bloccato, c’è il Covid e occorre attendere l’udienza, che però fortunatamente si potrà tenere utilizzando Microsoft Teams, sempre che la connessione sia buona quel giorno.

Il Dopo di Noi per la tutela dei soggetti più fragili

Il Dopo di Noi è un supporto, uno “schema”, una rete di atti da costruire e di persone da coinvolgere a presidio della tutela del disabile, che va approfondito con meticolosa lucidità e visione di prospettiva per il soggetto fragile. Persone come Valentina non possono essere lasciate in balia degli eventi e dei tempi della burocrazia.

È fondamentale che ci siano dei passaggi di verifica, che la normativa sia rispettata, che un Giudice debba valutare la persona prima di affidarle un ruolo così delicato. È altrettanto giusto per questi ragazzi, che per tanti aspetti di vita quotidiana sono “gli ultimi della fila”, che non ci siano code quando si tratta di aiutarli.

La storia di Valentina la sto vivendo da molto vicino. Ho avuto la fortuna di relazionarmi con altri professionisti – notai e avvocati – che hanno utilizzato la sensibilità e le competenze che il caso richiedeva, facendo squadra nell’interesse della ragazza. 

A volte in queste vicende familiari, intime e riservate, ci si sente molto “soli”, ma il dialogo può essere la chiave per aprire una porta che permetta di andare avanti quando invece si pensa di essere schiacciati contro un muro. 

La Legge sul Dopo di Noi per la tutela dei soggetti più fragili
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