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Come investire nel Cloud, senza avere la testa tra le nuvole

Matteo Spairani, consulente finanziario

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Dagli inizi del nuovo millennio, il settore del Cloud ha vissuto una crescita esponenziale, con un elevato impatto sia nel settore privato che pubblico.

Secondo varie analisi, oltre il 94% delle aziende, attualmente sta utilizzando almeno una soluzione software basata sul cloud. Entro i prossimi 10 anni è stimato che oltre l’80% delle soluzioni software saranno incluse nei Cloud.

Gli ultimi 2 anni di pandemia, anche in questo specifico settore, hanno portato una accelerazione senza precedenti, dovuta ad un cambiamento nel modo di vivere e di lavorare delle persone.

L’attività lavorativa di milioni di persone è stata fisicamente traslata dall’ufficio a un altro luogo, tipicamente l’abitazione. Ne è conseguita una vera esplosione di nuova utenza (settore privato, pubblica amministrazione, utenti fisici) che ha avuto la necessità di condividere, in modo sicuro, il proprio lavoro con i colleghi e con i referenti aziendali.

Anche se ci stiamo lasciando alle spalle la fase più difficile di questa pandemia, la trasformazione a cui abbiamo assistito è un processo di innovazione tecnologica e digitale, di cui le Aziende non potranno più fare a meno.

L’importanza strategica dell’infrastruttura

Il Cloud Computing rappresenta un nuovo modo di consumare software da parte di aziende e singoli individui. Anziché acquistare una o più licenze del programma di interesse e preoccuparsi dei continui aggiornamenti necessari al corretto funzionamento, molte aziende preferiscono sottoscrivere un abbonamento che permette di usufruire in modalità agile e condivisa, della versione più aggiornata e delle funzionalità necessarie per l’uso richiesto.

Aumento dell'uso dei software

Gira in rete un’espressione che dice molto sul potenziale di questo settore e sulle sue applicazioni (e implicazioni): “il software sta mangiando il mondo”. Questa espressione, per quanto forte, è emblematica del fatto che le aziende globali maggiormente dominanti in questo campo, hanno raggiunto quel livello di market leader, grazie anche alla capacità di gestire tali dati, per risolvere facilmente e rapidamente i problemi nei loro processi e registrando così tassi di crescita senza precedenti negli ultimi anni. In un certo senso, il Cloud Computing rappresenta l’infrastruttura che consente a questi processi non solo di funzionare, ma anche di accelerare in modo impressionante nel futuro.

Le aziende del settore Cloud quotate, in un contesto di alta inflazione

Questo 2022, prima ancora di essere scioccato dallo scoppio del conflitto sul territorio Ucraino, era stato caratterizzato da una notevole correzione, nei corsi azionari, del settore tecnologico, stretto nella morsa dell’alta inflazione e di una politica monetaria da parte delle banche centrali non più così accomodante.

Perché questa reazione? Le società del settore tecnologico, nelle prime fasi dei rispettivi cicli di vita, generano utili aziendali molto bassi o addirittura nulli. In un mondo caratterizzato da tassi di interesse bassi, ci si orienta sui flussi di cassa attesi per il futuro e questo può spingere le quotazioni azionarie di questi titoli tipicamente indicati come growth. In caso di un aumento dei tassi, non è che queste aziende cessino di esistere e di fornire i loro servizi, ma il mercato deve rivalutare i multipli, corretti per gli utili attesi, rispetto al nuovo contesto monetario.

Ma pur in presenza di performance di breve periodo negative, ha senso ignorare la crescita del Cloud Computing? Assolutamente no. La digitalizzazione è un MegaTrend e come tale, questa forza di cambiamento evolve pressoché indipendentemente dal ciclo economico, mostrando la capacità di ridisegnare il panorama finanziario e aprendo rilevanti opportunità d’investimento. 

Quando parliamo di MegaTrend non possiamo basarci su andamenti borsistici di pochi mesi o di 1 anno: l’orizzonte temporale deve essere adeguato al cambiamento su cui si sta investendo.

Se la priorità principale è la performance nel 2022, il discorso è chiuso ancor prima di incominciare: difficilmente il Cloud Computing (ma aggiungo qualsiasi altro settore) potrebbe proporsi come strategia d’investimento valida. Chi avrebbe pensato solo 2 anni fa che lo smart working avrebbe potuto bucare anche i vecchi e consolidati modelli organizzativi delle Pubbliche Amministrazioni?

Il Cloud e le Mega-Cap

Amazon e Microsoft sono di gran lunga i principali operatori mondiali del Cloud pubblico:  Amazon ha valutato le dimensioni dei suoi ricavi nell’ambito del cloud in 16,1 miliardi di dollari nel suo trimestre più recente, registrando una crescita su base annua del 39%; il dato analogo di Microsoft è pari a 20,7 miliardi di dollari nel suo trimestre più recente, con una crescita su base annua del 36%. 

Occorre ora adottare le necessarie differenziazioni: stiamo parlando di Mega-Cap, ossia Società che hanno capitalizzazioni borsistiche enormi, direi gigantesche, addirittura superiori singolarmente ad interi listini nazionali (come la Borsa di Milano per esempio). Sarebbe un grave errore presumere che sia oro tutto ciò che è associabile al Cloud: vanno sempre analizzati i singoli casi aziendali, i fondamentali ed il contesto.

Aumento dell'utilizzo delle piattaforme delle videochiamate

Prendiamo a tal proposito l’esempio famosissimo di Zoom Video Communications: la piattaforma tra le più utilizzate per il lavoro da casa, le riunioni, i meeting via web e così via, è passata da utili in crescita del 350% circa su base annua, in occasione delle ultime presentazioni dei risultati d’esercizio durante le fasi più acute del lockdown, ad aumenti più ragionevoli (intorno al 20-30%) in tempi più recenti. Molte società di questo settore hanno registrato ritmi di crescita nel 2020-2021 talmente elevati, che non possono essere sostenibili nel tempo, quindi pur continuando a crescere e consolidarsi, dovranno adeguarsi a condizioni normalizzate.

Google Cloud di Alphabet (altra Società enorme) non è ancora una divisione leader nel cloud computing, o almeno non è ai livelli di Amazon e Microsoft. Google possiede una quota di mercato del 6% circa nel cloud pubblico, contro il 41% di Amazon e il 20% di Microsoft. Non si può sottovalutare quello che queste tre società possono fare con i loro livelli di copertura sul mercato e di liquidità a disposizione in investimenti per incentivare il lancio di nuovi progetti e servizi per ampliare la loro clientela.

Cloud è un MegaTrend in forte crescita

Per concludere, il settore ha ancora una fase necessaria di maturazione ed assestamento, ricordando quanto questi 3 grandi operatori hanno la capacità di condizionare le strategie del segmento. È comunque un MegaTrend, la cui espansione non può essere messa in discussione dagli andamenti borsistici di breve periodo, in quanto dentro un continuo processo di digitalizzazione della società e dei servizi, l’infrastruttura cloud è un tassello fondamentale. 

Con un orizzonte temporale di lungo periodo, e un profilo di rischio adeguato, in una strategia di portafoglio ben diversificata, questo settore merita attenzione.
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